Chi è chi nei Tre moschettieri: ventiquattro personaggi, uno schema
Ventiquattro personaggi del romanzo di Dumas in un solo schema — i quattro amici e i loro quattro servitori, i dodici puntali da riportare da Londra, e la donna marchiata sulla spalla.
Canone: Il romanzo del 1844

Nei Tre moschettieri quasi nessuno è parente di nessuno. Un padre rimasto nel Béarn, un merciaio e sua moglie, una regina e il marito che non ama — e un matrimonio che il romanzo nasconde per seicento pagine. Tutto il resto, cioè l'intero libro, sta insieme grazie a legami scelti: quattro amicizie, quattro servitori, un capitano, un cardinale. È questo che lo schema disegna, perché è lì che sta la storia.
Lo schema in breve
Come si legge
Ogni carta è un personaggio e ogni linea una relazione su cui si può cliccare. Le fasce colorate separano i campi: i moschettieri del re, i servitori, la corte di Francia, il partito del cardinale, l'Inghilterra. Dove non c'è parentela, la linea dice cos'è: avvelenatrice di, seduttrice di, ferito in duello da, firma il brevetto di.
Quattro amici, e quattro servitori che li raddoppiano
D'Artagnan arriva a Parigi su un cavallo giallo con quindici scudi e una lettera di raccomandazione che gli rubano il primo giorno. Si batte tre volte prima di mezzogiorno e così si fa tre amici: Athos, il più gran signore dei quattro e il più silenzioso su di sé; Porthos, il cui budriere è ricamato d'oro solo davanti, perché il dietro è di semplice cuoio; Aramis, moschettiere «per un anno» da quattro anni. Guarda lo schema: ogni padrone ha esattamente un servitore, e ciascuno somiglia al proprio. Planchet il piccardo, assunto per la faccia che aveva. Grimaud, a cui Athos ha proibito di parlare e che risponde a segni. Mousqueton, vestito degli antichi splendori del padrone. Bazin, che aspetta la tonaca da anni e ripone sospirando le lettere delle donne.
I quattro, e i quattro







Tutti per uno, uno per tutti.
L'affare dei puntali: quattro giorni per andare a Londra
Anna d'Austria ha regalato a un inglese dodici puntali di diamanti che le aveva donati il re. Richelieu, che l'ha amata e la sorveglia, fa consigliare a Luigi XIII di chiederglieli per un ballo. La regina è perduta — ed è Constance Bonacieux, la sua guardarobiera, sposata a un merciaio di quarant'anni più vecchio, a mettere in moto l'unico uomo disponibile: quello che l'ama. Sullo schema la catena è corta e passa tutta per gente senza potere: una regina, la sua guardarobiera, un cadetto guascone e un servitore piccardo. Di fronte ci sono un ministro, le sue guardie e la sua spia.
Dalla regina al duca, e per chi bisogna passare
La corte, e l'Inghilterra





Milady, e la spalla che nessuno doveva vedere
Bionda, venticinque anni, un viso d'angelo e un giglio sotto la spalla sinistra. È stata contessa, è due volte vedova e lavora per il cardinale — che non ha nemmeno bisogno di istruirla nei dettagli. Avvelena Constance, ordina l'assassinio di Buckingham e per due volte manca d'Artagnan per un soffio. La sua forza non è la spada: sono le persone. Ketty, la sua cameriera, apre a d'Artagnan la camera della propria padrona per amore. John Felton, ufficiale puritano, sobrio e incorruttibile, la ascolta per quattro giorni recitargli i suoi stessi salmi attraverso una porta, e poi va a uccidere il proprio ministro. Lo schema mette quelle due linee una accanto all'altra: seduttrice di e assassino di.
L'agente del cardinale

Milady de Winter
L'agent du cardinal
Blonde, vingt-cinq ans, un visage d'ange et une fleur de lys sous l'épaule gauche. Elle a été comtesse, elle est veuve deux fois, et tout ce qu'elle touche meurt.
Sposati Athos
Il segreto di Athos, che è la linea più importante dello schema
Il conte e la contessa

Athos
Le comte de La Fère

Milady de Winter
L'agent du cardinal
Attorno a Milady




Il cardinale perde tutte le mani e vince la partita
I puntali tornano in tempo, Milady è giudicata e giustiziata, Buckingham è morto, l'assedio della Rochelle è vinto. E all'ultima pagina l'uomo che in questa storia ha perso tutto firma il brevetto di luogotenente di d'Artagnan e lo prende al proprio servizio. Ecco perché Rochefort, l'uomo di Meung che alla prima pagina ruba la lettera, si ritrova davanti a d'Artagnan a ogni tappa del libro e finisce per stringergli la mano: il romanzo non finisce con una vittoria sul cardinale. Finisce con un impiego.
Le due anticamere




Tréville, e l'unico consiglio che d'Artagnan segue
Il signor de Tréville è un guascone salito a Parigi come gli altri, diventato l'uomo che il re ascolta e che il cardinale tratta con riguardo; la sua anticamera è l'unico posto di Parigi dove si può dire tutto. Il signor d'Artagnan padre non ha lasciato al figlio che un cavallo, quindici scudi e tre consigli: battersi spesso, non subire niente da nessuno e contare su Tréville. È il terzo quello che serve. E madame Coquenard, la procuratrice innamorata di Porthos, offre una cena di quaresima e un equipaggiamento: in questo romanzo i soldi vengono sempre da qualcuno di cui non si parla.
All'ultima pagina
Ancora in piedi
d'Artagnan
Athos
Porthos
Aramis
M. de Tréville
Le cardinal de Richelieu
Le comte de Rochefort
Planchet
Grimaud
Mousqueton
Bazin
Anne d'Autriche
Louis XIII
Lord de Winter
Ketty
Mme Coquenard
Andati
Constance Bonacieux
Milady de Winter
Le duc de Buckingham
Il romanzo e la storia
Nel romanzo
Quattro amici inseparabili, una spia marchiata a fuoco, dodici puntali salvati in quattro giorni e un processo notturno sulla riva della Lys. Tutto questo schema è quello: i legami che Dumas ha scritto.
Nella storia
D'Artagnan è esistito — Charles de Batz de Castelmore, morto all'assedio di Maastricht — e così Tréville, insieme ad Anna d'Austria, Luigi XIII, Richelieu e Buckingham, assassinato nel 1628 da un ufficiale di nome Felton. Milady è un'invenzione, e l'affare dei puntali un aneddoto di memorialista che Dumas ha trasformato in una corsa. Lo schema non pretende altro che disegnare il romanzo.
Chi non c'è sullo schema
Non ci sono le guardie con i loro nomi, né l'oste di Meung, né le decine di comparse dei duelli e degli assedi, né nessuno dei due seguiti — Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne — dove parecchie di queste carte avrebbero figli. Ventiquattro personaggi, scelti perché il libro ci ritorna: i quattro, i servitori, la corte, il cardinale, Milady e ciò che la circonda.
Domande frequenti
- Chi ha scritto I tre moschettieri?
- Alexandre Dumas, con Auguste Maquet, nel 1844.
- Chi sono i tre moschettieri?
- Athos, Porthos e Aramis — e d'Artagnan, che all'inizio non lo è.
- Athos è un nobile?
- Sì: conte de La Fère, e l'ex marito di Milady.
- Che legame c'è fra Milady e Athos?
- Sono stati sposati. Lui la fece impiccare, o così credeva, prima che il romanzo cominci.
- Chi è Mordaunt?
- Il figlio di Milady, che torna a vendicarsi in Vent'anni dopo.
- Di chi è figlio Raoul?
- Di Athos, che lo cresce col nome di visconte di Bragelonne.
- Questi personaggi sono esistiti?
- D'Artagnan e i moschettieri hanno modelli reali; gli intrighi sono di Dumas.
- Chi è Constance Bonacieux?
- La guardarobiera della regina e l'amore di d'Artagnan, avvelenata da Milady.
- Qual è il ruolo di Richelieu?
- Il cardinale, avversario politico dei moschettieri e datore di lavoro di Milady.
- Quanti seguiti ci sono?
- Due: Vent'anni dopo e Il visconte di Bragelonne.